Enrica Borghi – arte plastica, didattica e collettiva

La rassegna “Giardini in arte” del Monte Verità ad Ascona, dedicata al tema della sostenibilità e riutilizzo, invita in questa edizione Enrica Borghi con le sue elaborazioni scultoree di bottiglie di plastica. Anche se “Molecole d’acqua” si presenta come opera individuale, l’elaborato si rivela, invece, risultato di un workshop didattico e collettivo.

Da un quarto di secolo, Enrica Borghi usa scarti di bottiglie di plastica che elabora con tecniche artigianali come l’intaglio, l’intreccio o il mosaico, creandone sculture e installazioni prevalentemente figurative: dal vestito della sposa al totem, dal mandala al tappeto, dalla molecola d’acqua all’onda. La sua ricerca sul riciclo e l’acqua, è quindi perfetta per la rassegna dedicata al rapporto uomo-natura, curata da Nicoletta Mongini (responsabile Cultura del Monte Verità) e da Riccardo Caldura (Direttore dell’Accademia di Belle Arti Venezia), dedita proprio al tema della sostenibilità e riutilizzo. La maggior parte dei pezzi nella mostra intitolata , per lo più in bianco e nero, è stata sviluppata con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti in un workshop all’associazione culturale CREA con l’intenzione sensibilizzare al tema dello spreco e dell’inquinamento dell’acqua e di collegare idealmente la laguna e il lago. Il fatto, che non si comunichi nella mostra, che si tratti di un’operazione didattica e collettiva e che le bottiglie siano state sponsorizzate da una fabbrica, potrebbe provocare dei malintesi nella fruizione: le opere paiono di primo impatto come bricolage con materiali recuperati.
Con la crescita dell’attenzione ai temi di sostenibilità ambientale nella contemporaneità, alcuni artisti trasformano oggi materie plastiche trovate in opere con effetti metamorfici sorprendenti. Negli assemblaggi di Tony Cragg con oggetti di plastica recuperati, la percezione cromatica dell’insieme prevale sul riconoscimento del singolo pezzo. Liz Larner lega, colora e unifica i rifiuti di plastica finché non diventano paesaggi terrestri o marini che inondano lo spazio. Ma l’artista che stupisce di più in questa corrente della trasformazione di materie riutilizzate è il Ghanese El Anatsui con i suoi arazzi, tessuti insieme a pezzi di metallo, plastica e stoffa. Nella sua opera, forma e funzione dell’oggetto originario spariscono per partorire un organismo stupefacente.
Nelle elaborazioni di Enrica Borghi, esposte sul Monte Verità, invece, la materia prima rimane completamente riconoscibile. Non avviene quella trasformazione magica che conosciamo dal processo alchemico, oppure quella irritazione causata dalle famose immagini illusorie, “Kippbilder”, nelle quali è possibile vedere due soggetti differenti a seconda del punto di vista (un coniglio e un’anatra).



7.5.-1.11.2022
Installation
Monte Verità Ascona


Published in
Kunstbulletin 11/2022


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